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Un uomo labirintico non cerca mai la verità, ma sempre e soltanto Arianna. Albert Camus 1951
bazarov@dada.net
Il problema vostro è che di Bazarov... sapete troppo. Lo coccolate, l’adulate, avete puntato su di lui, senza aver letto Pascal. Ma, se vi dovesse capitare di presentarlo... risparmiate tutto quello che sapete e introducete così:
A via Porta di Massa - quartiere Porto - lo si incontrava anticrociano, di prima mattina. Ha sempre dormito poco e male, dopotutto nel letto preferiva altre abitudini. Ma, vi dicevo, ...il patricidio è sempre stato il suo forte. Che, da buon nichilista, non abbia mai ucciso nessuno è un altro discorso. Ha, però, violentato ogni pensiero. Spregiatore delle poetiche finì per laurearsi sulle stesse... Ha bevuto parecchi campari... ma, continua a preferire la grappa. Trasferitosi nella Capitale... costituitosi una nuova famiglia... non ha dimenticato il divieto d'accesso che fronteggiava la sua finestra... Le grate del suo liceo ebbe a definirle fasciste, lo giustificammo: quello che poi diventerà il suo Maestro non gli aveva ancora rovinato la vita. Ha letto tutto Proust, e questo andava detto. Ha letto anche parecchia immondizia, ma sapeva che era spazzatura. Credo che non abbia mai tradito le sue incoerenze. Ha combattuto sul Carso la difficoltà dei giorni bevendo litri di succo di frutta. Si gestisce con impazienza, ma ha gusto. Si diverte con il dottore: gli siede vicino e gli versa vino rosso. Dopo, gli decanta atti unici di Salvatore Di Giacomo.
Mickey Sabbath 28 marzo 2006
 I know that I shall meet my fate somewhere among the clouds above; those that I fight I do not hate, those that I guard I do not love.

Atlante avrebbe potuto pensare che, quando lo volesse, non aveva che da lasciar cadere il globo terrestre e andarsene; più di questa idea, però, non gli era permesso di avere.
Franz Kafka, Quaderni in ottavo

Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
Io non voglio che la madre abbracci l'aguzzino che ha fatto dilaniare il figlio dai cani! Non deve osare perdonarlo! Che perdoni a nome suo, se vuole, che perdoni l'aguzzino per l'incommensurabile sofferenza inflitta al suo cuore di madre; ma le sofferenze del suo piccino dilaniato ella non ha il diritto di perdonare, ella non deve osare di perdonare quell'aguzzino per quelle sofferenze, neanche se il bambino stesso gliele avesse perdonate! E se le cose stanno così, se essi non oseranno perdonare, dove va a finire l'armonia? C'è forse un essere in tutto il mondo che potrebbe o avrebbe il diritto di perdonare? Non voglio l'armonia, è per amore dell'umanità che non la voglio. Preferisco rimanere con le sofferenze invendicate. Preferisco rimanere con le mie sofferenze invendicate e nella mia indignazione insoddisfatta, anche se non dovessi avere ragione. Hanno fissato un prezzo troppo alto per l'armonia; non possiamo permetterci di pagare tanto. Pertanto, mi affretto a restituire il biglietto d'entrata. E se sono un uomo onesto, sono tenuto a farlo al più presto. E lo sto facendo. Non che non accetti Dio, Alëša, gli sto solo restituendo, con la massima deferenza, il suo biglietto.
Ivan Karamazov
I vinti tendono ad essere spiritosi.
Saul Bellow
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3 ottobre 2008
Maria Laura Rodotà
Maria Laura Rodotà è una figlia di papà. Di un papà tanto noto e influente da rendere inutile qualsiasi riferimento. Maria Laura Rodotà scrive sul Corriere della Sera, inviata negli US a seguire le elezioni. Maria Laura Rodotà nei suo articoli non sa, palesemente, svolgere un'analisi di un qualche fatto, operare una ricostruzione di un qualche avvenimento, sviluppare un ragionamento di qualsiasi tipo. Maria Laura Rodotà è convinta d'essere sarcastica ed è sempre patetica. Maria Laura Rodotà nel suo ultimo pezzo sul dibattito Biden vs Palin ha scritto la solita, interminabile serie di banalità e luoghi comuni, non senza il solito spessissimo velo di preconcetta ostilità nei confronti di Sarah Palin, che chiunque abbia occhi e orecchi si è accorto, invece, non essere andata affatto male. Ma per Maria Laura Rodotà la Palin era piena delle «anfetamine che si usavano una volta prima degli esami». Maria Laura Rodotà detesta la Palin perché, a differenza di se stessa, non ha avuto la strada spianata da un padre assai noto e influente. Maria Laura Rodotà detesta la Palin perché è una bella donna e non ha piantato uno spartitraffico in mezzo alla faccia. Maria Laura Rodotà è in realtà così sfacciata, come tutti i figli di papà particolarmente sfacciati, che prima delle elezioni italiane scrisse un pezzo su presunti candidati del PD figli di papà. Non sapendo fare bene il suo mestiere, anche in quel caso Maria Laura Rodotà scrisse una serie di facezie: 3 su 4 dei figli di papà denunciati dalla super figlia di papà Maria Laura Rodotà non vennero difatti candidati. Maria Laura Rodotà è Maria Laura Rodotà e, sul piano strettamente retorico (s'intende), ricorda tanto quella rana di una poesia di Emily Dickinson che passava tutto il mese di giugno a ripetere il suo nome a una pozzanghera che stava ad ascoltarla.
OT 11.25 - «...Alla fine tutte le famiglie son salite sul palco incluso Trig, cinque mesi e sindrome di Down; a quell’ora dovrebbe essere a letto; il casino dell’auditorium bene non gli faceva, ma se lo sono esibito e palleggiato come al solito. Che dire». Che dire di Maria Laura Rodotà?
| inviato da baz il 3/10/2008 alle 10:55 | |
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